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11,5 milioni di Euro per stravolgere il Parco del Meisino

L’Assessore allo Sport e Grandi Eventi Mimmo Carretta (PD) è deciso : l’ex  galoppatoio del Meisino, aperto alla cittadinanza nel 2020, sarà una cittadella dello sport ! Come ? 

Grazie a un progetto finanziato dal PNRR di 11,5 MLN di euro che porterà alla riqualificazione degli edifici fatiscenti e alla costruzione di nuovi impianti sportivi “che favoriscano l’inclusione e l’integrazione sociale con particolare attenzione alle persone svantaggiate”. 
Nobile motivazione ma al di fuori di ogni realtà !Secondo l’assessore infatti si potrà praticare ciclocross, mountain bike, pump track, skiroll, biathlon, nordic ski (pista sintetica), arrampicata sportiva (lead e boulder), cricket e fitwalking cross e si modificherà l’argine per dare spazio a una pista ciclabile per collegare Torino a Venezia.Stendendo un velo pietoso sul tipo di sport che dovrebbero assicurare la coesione e integrazione tra i giovani, tutti con terminologia molto tecnica e sicuramente di grande inclusione sociale come il biathlon (sci di fondo e tiro con la carabina) per il quale si costruirà necessariamente una pista sintetica, ci si chiede se l’assessore sia mai stato al Meisino o si sia mai interessato della valenza naturalistica dell’area.E già perché non solo l’ex galoppatoio è adiacente ad una Zona di Protezione Speciale ai sensi della Direttiva Uccelli 2009/147/CE con la
denominazione di “Meisino” (IT1110070-Confluenza Po-Stura di Lanzo) e Riserva Naturale facente parte del sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po. http://consulte.comune.torino.it/ambienteverde/2022/07/18/criticita-ambientali-del-parco-del-meisino-storia-rilievi-e-ulteriori-proposte/Nel documento della Consulta del 18 luglio 2022 si stigmatizzava che le precipue caratteristiche naturali dell’area che, nonostante una pesante presenza antropica, si sono faticosamente mantenute, rendono l’ex galoppatoio del Meisino un “laboratorio” ideale per le attività educative in chiave ambientale e naturalistica.
Per questo la Consulta di cui l’associazione EBN Italia fa parte, chiedeva che la vocazione educativa dell’area trovasse una sua esplicazione attraverso la strutturazione di attività di “outdoor education” e che venissero predisposte mini strutture per renderla possibile (aula all’aperto, agorà, punto birdwatching, … etc) oltre che sostenute proposte didattiche e di studio che vedano l’intera area protagonista di una costante azione culturale, formativa e di sensibilizzazione.Documento che l’assessore non conosce o che ha volutamente ignorato…Chiediamo che l’assessore prenda conoscenza che riqualificazione di un parco o di un’area naturale non significa sempre e comunque farne campi da calcetto, piste ciclabili o parco giochi per bambini (come alla Falchera) ma impegnarsi per la salvaguardia dell’ambiente e della sua naturalità in senso lato.
Per le generazioni future, si intende.
 

Colori d'autunno al Meisino