Lago di Arignano

a cura di Lorenza Piretta
Pubblicazione: 29-05-2016


L'isoletta centrale del Lago di Arignano (Foto: Lorenza Piretta)

Il lago di Arignano è un piccolo specchio d’acqua incastonato tra dolci colline tra i Comuni di Arignano e Marentino a pochi chilometri da Torino. Si tratta di un bacino artificiale sorto nel 1839 dall’idea del Conte Costa di Trinità con lo scopo principale di irrigare i terreni agricoli ed alimentare due mulini che avrebbero conferito una certa autonomia locale regimando le acque di un piccolo rio immissario. Inoltre d’inverno veniva raccolto il ghiaccio per il successivo utilizzo nella stagione estiva. Le sue principali funzioni divenute obsolete nella nuova civiltà moderna a partire dal dopoguerra, nonché la mancanza di manutenzione all’invaso ed alla diga, provocarono quindi la decisione nel 1980 di prosciugare l’area per dedicarla alle coltivazioni. Fu un fatto davvero triste se si pensa che proprio alla fine degli anni settanta l’importanza naturalistica di tale area umida alle porte di una città come Torino era stata una forte attrattiva per i primi “birdwatchers”, fotografi e naturalisti, offrendo uno scenario adatto alla didattica con ambiente palustre/lacustre inserito in ambito agreste ricco delle più diverse forme di flora e fauna.


Le aree marginali destinate a coltivo (Foto: Lorenza Piretta)

I dati raccolti tra il ’75 ed il ’79 (C.Pulcher, G.Boano, F.Carpegna, et al.) denotano una ricca presenza di avifauna. Erano oltre 115 le specie censite, alcune di tutto rispetto come airone rosso (allora nidificante qui con la stazione più ad ovest d’Italia ed unica in Piemonte ad eccezione della Garzaia di Valenza), ortolano, averla capirossa, averla cenerina, falco di palude, falco pescatore… Ma nel 1980 il sogno si era già spento.


Vista d'insieme del bacino (Foto: Lorenza Piretta)

La rinascita del Lago è avvenuta nel 2006 a seguito del ripristino delle condizioni di sicurezza della diga e, mentre si andavano ricreando i vari ambienti umidi con l’accumulo di diversi livelli d’acqua, parallelamente si notava il ritorno di tutte quelle specie censite un trentennio prima. L’attenzione del mondo ornitologico, ma non solo, torna a focalizzarsi in quest’area con presenza di ambienti discretamente vari, ancora moderatamente antropizzata e non ancora devastata sotto il profilo naturalistico. Si è poi fatta strada nel 2008 (nuovamente) l’idea di poter creare una piccola oasi naturalistica ma a questo punto si scopre che il Comune di Arignano aveva già in programmazione interventi volti allo sviluppo “turistico” totalmente distruttivi con uno sfruttamento “cementifero” e di modellamento della natura come puro bene di uso e consumo umano senza alcun riguardo verso la biologia e l’ecologia di tutte le sue forme di vita. La salvaguardia del patrimonio faunistico, della flora e del paesaggio non rientrava nei progetti, al contrario sarebbe stato stravolto.


VIsione d'insieme del bacino (Foto: Lorenza Piretta)

La situazione amministrativa-legale dell’area è molto complessa in quanto in primo luogo non è ancora stata definita la proprietà dei terreni, con una causa in corso, e secondariamente (anche per via della piccola diga) le competenze del bacino sono di Comuni, Provincia, Regione ed altri Enti. Trovare un punto comune in Italia non è cosa facile, soprattutto quando si tratta di natura. Un gruppo che via via sta crescendo e che trova un suo punto attivo nell’Associazione Pro Loco Amici del Lago di Arignano sta lavorando intensamente dal 2009 per far comprendere alle amministrazioni di diverso livello di competenza l’importanza rilevante che riveste un biotopo di questo genere, considerando la carenza di aree umide che abbiamo nella nostra regione. La valorizzazione dell’area può avvenire infatti nel rispetto e nella salvaguardia delle specie mirando ad un turismo eco-culturale, didattico, storico, enogastronomico nonché per la rivitalizzazione delle tradizioni locali.


Vista invernale dell'invaso (Foto: Lorenza Piretta)

Alcune considerazioni di carattere ornitologico: dal 2007 ad oggi sono state censite circa 150 specie, che in provincia di Torino è un dato significativo. I rilevamenti sono stati sporadici, e censimenti più accurati è possibile che avrebbero ottenuto risultati ancora più significativi. La quantità e qualità di specie nidificanti, svernanti o migratori denota la validità e l’importanza dell’ecosistema. Nel settembre 2009 il bacino era stato parzialmente svuotato e sulla spiaggia di limo e fango che si era temporaneamente formata hanno sostato di passo quasi tutti i limicoli più o meno comuni ma le sorprese sono state una pittima minore ed un piovanello pettorale. Sono transitate due spatole nel luglio precedente. L’airone rosso a primavera viene regolarmente avvistato, quasi stesse “cercando” un sito di nidificazione presente nella sua memoria storica. Il tarabusino è probabile abbia nidificato. La moretta ha nidificato nel 2007 (in Piemonte succede in pochissimi siti) con altri possibili tentativi di nidificazione successivi dati dalla presenza in periodo riproduttivo di una coppia.


Il canneto e l'area umida adiacenti (Foto: Lorenza Piretta)

Le prospettive oggi sono quanto mai incerte. Ad inizio 2010, terminato il collaudo delle opere di messa in sicurezza della diga, la paratoia provvisoria allo sfioratore è stata rimossa ed il bacino ha sensibilmente ridotto le sue dimensioni. Gli obbiettivi primari sono ancora quelli di costruire una paratoia a livello regolabile per riportare il bacino ad un’estensione il più vicina possibile a quella della sua prima fondazione; tutela di fauna e flora; funzione di pubblica utilità: laminazione, risorsa per spegnimento incendi. C’è l’assoluta convinzione che il lago di Arignano possa far convivere in un equilibrio tutte queste sue vitali possibilità. Si attende quindi di trovare la volontà di chi può decidere: Comuni, Province, Regione affinché ciò finalmente avvenga!

Comunicato stampa Deposito Richiesta Dichiarazione di Notevole Interesse Pubblico

(Francesca Saglio – Comitato per la Salvaguardia del Lago di Arignano)

Campi in fondo al Lago presso la Cascina Calcinera (Foto: L.Piretta)

Annunciamo che la Richiesta è stata depositata presso la Regione Piemonte. Questo è il frutto di un lungo lavoro che nel corso degli anni ha avuto diversi aspetti e che ha comportato l’impegno di un gruppo di persone appassionate ed entusiaste che nonostante le difficoltà incontrate hanno conservato ideali e motivazioni. I Comuni di Arignano e Marentino non si sono purtroppo uniti a noi tutti pur dichiarandosi interessati al Lago, così il Comitato ha deciso di portare a compimento il proprio impegno nella predisposizione della documentazione da solo, forte della condivisione delle 16 Associazioni sostenitrici e dei 1600 firmatari. L’iter di valutazione della nostra Richiesta non sarà brevissimo ma la speranza che giunga a buon fine è grande!
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno aiutato e se un buon risultato ci sarà, sarà di tutti e per tutti.
Chi desidera può seguirci anche sulla nostra pagina Facebook: Comitato per la Salvaguardia del Lago di Arignano.

Bibliografia

- 1839-1989 Per una rinascita del Lago di Arignano di G.Donato e L.Vaschetti


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