Addio Cava Ronchi di Montanaro, addio!

La distruzione è stata completata!

Esisteva un angolo di pianura nel torinese che rappresentava un unicum nel panorama ambientale della pianura padana occidentale. In quest’area, non certo dimenticata dallo sfruttamento perché già in passato sottoposta a trasformazioni molto pesanti, si era creato un ambiente particolare, a causa di fattori concomitanti più unici che rari.

Si era creato infatti come descritto nell’articolo pubblicato sulla Rivista Piemontese di Storia Naturale (34:2013) una “prateria arida” che aveva attirato moltissime specie, non solo di Uccelli, non presenti altrove in Piemonte.

Infatti, la qualità dell’area, sebbene non fosse di genesi naturale, l’aveva fatta proporre come neo Zona di Protezione Speciale alla Regione Piemonte nel 2012, grazie al volere dei cittadini di Montanaro e alla raccolta di 1200 firme. ZPS ratificata su proposta dell’assessore regionale William Casoni (all’epoca vice presidente della Giunta Regionale con Alleanza Nazionale, ora coordinatore della Provincia di Cuneo per Fratelli d’Italia) e poi clamorosamente stralciata 6 mesi dopo dallo stesso Casoni. La vicenda è stata riassunta anche dal Comitato Restiamo Sani di Montanaro. https://restiamosani.wordpress.com/le-battaglie/

La motivazione del voltafaccia è che nella stessa area della neonata ZPS esistevano due cave attive per l’estrazione di inerti, una gestita dalla CO.GE.FA. (società che gestisce anche la cava/discarica di Torrazza Piemonte già individuata di II categoria per rifiuti tossici) e l’altra gestita da CAVE Group srl. Queste società compaiono anche tra quelle coinvolte per lo smaltimento degli “smarini” della costruzione della TAV. http://www.notavtorino.org/documenti/nuovi-siti-smar-possib.pdf

Questo per inquadrare meglio il problema “Montanaro”, a distanza di quasi un decennio, in modo da intuire quali interessi si possano nascondere dietro una innocua cava di estrazione inerti.

Nell’arco temporale successivo, a fronte di legittime preoccupazioni della cittadinanza di Montanaro, erano state ad ampie rassicurazioni da parte della giunta comunale neoeletta, guidata da Giovanni Ponchia (della lista “Salviamo Montanaro!”, rieletto nel giugno 2019), che l’area non sarebbe stata data in pasto agli “estrattori” e che si sarebbe evitato uno scempio ambientale. Il sindaco alla prima nomina si era impegnato per respingere il progetto “KmVerde” https://www.carp-ambiente-rifiuti.org/?q=node/897 per l’uso della cava come deposito delle scorie degli inceneritori, in un gigantesco risiko di società https://lospiffero.com/ls_article.php?id=7491  

e aveva provveduto a far mettere a dimora 12mila piantine di noci, da parte di un’azienda agricola “La Teresina” che guardacaso (!), è di proprietà della stessa CO.GE.FA, che a sua volta fa parte della SITAF, società che gestisce l’autostrada Torino-Bardonecchia e che sta costruendo la Torino-Lione. La SITAF è una società chiacchierata, oggetto di passate indagini nel 2012, della Procura Antimafia di Torino https://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/01/appalti-miliardari-a-chi-fa-gola-la-torino-lione/194709/ ma anche di più recenti https://lospiffero.com/ls_article.php?id=17132

Tutto questo, per sottolineare che un’attività innocua, come il birdwatching, che ci ha portato a osservare un uccelletto tipico delle steppe, come l’Albanella pallida, in quel di Montanaro, piccolo comune del Chivassese, apra porte che nessuno avrebbe mai voluto aprire.

Ormai il sito è stato distrutto, con buona pace della politica e della società civile, non solo dell’Ambiente! 

Addio Montanaro!

Video https://www.facebook.com/1414680501/videos/10219334022847370/

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