I Cigni selvatici di Rivarolo: da dove vengono e dove vanno?


I Cigni selvatici di Rivarolo (foto M.Bocca)

L’osservazione dei 3 Cigni selvatici dell’11-12 giugno, pone un interrogativo di fondo: sono individui di origine selvatica o sono soggetti sfuggiti a qualche allevatore o parco ornitologico?

La domanda non ha una risposta univoca, perchè vi sono degli elementi a sfavore di una origine selvatica e altri a favore.

Vediamo quelli a sfavore:

ll Cigno selvatico è specie molto rara per la regione Piemonte. Boano e Mingozzi (1985) scrivevano "non più segnalata con certezza in Piemonte da oltre cinquant’anni" con l’ultima osservazione, ante anni ’80, del 1933. Nel 1987 ne vengono segnalati 3 individui sulla Stura a Caselle il 3 gennaio (D.Reteuna), nel 1993 ne viene rinvenuto uno morto a dicembre nel Parco della Bessa VC (C.Gioda).


I Cigni selvatici di Rivarolo (foto M.Bocca)

Tutte le 9 osservazioni piemontesi sono concentrate nei mesi invernali, tranne una… nell’aprile del 1805 (sic!)

La presenza in Italia settentrionale, è sempre stata collegata ad inverni rigidi ed è normalmente compresa tra novembre e marzo (R.Parodi & F.Perco in Uccelli I).

I siti di svernamento regolari del Cigno selvatico non sono in regione mediterranea, ma sulle coste dell’Olanda e del Belgio, fino all’Inghilterra, marginalmente anche in Europa centrale. Diventa quindi improbabile o comunque non noto, che i 3 Cigni selvatici di Rivarolo abbiano passato l’inverno in qualche area del Mediterraneo e che si siano trovati in transito migratorio verso i loro quartieri di nidificazione, localizzati in zona boreale (dalla penisola scandinava alla Siberia occidentale).

Quelli a favore:

I soggetti si presentavano in buono stato, erano capaci di volare, non presentavano anelli e si mantenevano a distanza dall’uomo.

L’ambiente che frequentavano, le risaie di Rivarolo, è compatibile con le esigenze di alimentazione della specie, che preferisce acque basse alle acque lacustri profonde.


Uno dei Cigni selvatici del Centro di Racconigi

La data non è la più tardiva mai registrata in Italia perchè Uccelli I cita una segnalazione "del tutto anomala" riguardante l’avvistamento di tre soggetti a Calambrone (PI) il 28.6.1978.

L’unica collezione nota in Piemonte che ha Cigni selvatici in semi-libertà è il Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi i cui soggetti, però non compiono mai, pur sapendo perfettamente volare, grandi spostamenti, registrati occasionalmente entro alcuni chilometri di raggio dal centro stesso.

 L’osservazione risulta comunque, anche se anomala, degna di rilievo e meritevole di attenzione.

Bibliografia

– Boano G & Mingozzi T (1985) Gli uccelli di comparsa accidentale nella regione piemontese. Riv. Piem. St. Naturale 6, 3-67.
– R. Parodi & F.Perco in Uccelli I (1992) Gavidae-Fasianidae (Brichetti P, De Franceschi P, Baccetti N. eds.) Calderini, Bologna.
– Gruppo Piemontese Studi Ornitologici (1979-2002) Resoconto ornitologico per la regione Piemonte Valle d’Aosta. Riv. Piem. St. Nat.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

I commenti sono chiusi