Ciuffolotto maggiore a Torino

Presenza in Provincia di Torino del Ciuffolotto maggiore (Pyrrhula pyrrhula pyrrhula) nell’inverno 2005-2006


Ciuffolotto maschio Pyrrhula pyrrhula europoea fotografato in Italia
(Foto: Paolo Casali)
Riassunto

Il Ciuffolotto (Pyrrhula pyrrhula) è una specie politipica, la cui sottospecie nominale compie movimenti a medio-lungo raggio, talvolta a carattere invasivo. Durante l’autunno-inverno 2004-2005 una di queste invasione ha interessato massicciamente gran parte dell’Europa. Anche in Italia, dove esistavano scarsi dati precedenti su questa sottospecie, si sono osservati discreti contingenti di Pyrrhula pyrrhula pyrrhula. Nell’inverno successivo si è verificata una seconda invasione, seppur avvenuta con dinamiche differenti rispetto alla precedente. L’Italia è stata nuovamente interessata e nel Novembre 2005 è stata confermata la prima presenza di Ciuffolotto maggiore in Piemonte, in Provincia di Torino. Nel corso dell’autunno-inverno 2006 in provincia sono state raccolte 11 segnalazioni della sottospecie, provenienti principalmente dai rilievi morenici di Rivoli-Avigliana. L’ultima conferma di presenza è datata 26.02.2006.

Introduzione

Il Ciuffolotto (Pyrrhula pyrrhula) è una specie politipica, della quale Clements et al. (1993) distinguono 10 sottospecie. Fra queste la nominale occupa l’areale più ampio di tutte, che si estende dalla Scandinavia alla Siberia orientale. In Europa sono presenti tre sottospecie: pileata (in Gran Bretagna e Irlanda), iberiae (in Spagna) ed europoea, distribuita in gran parte dell’Europa centrale, Italia compresa. Si distinguono inoltre “coccinea” e “germanica”, che sono rispettivamente razze di europoea e pyrrhula non elevate al rango di sottospecie, che dimostrano come non sia possibile definire un confine biogeografico netto fra europoea e pyrrhula; tuttavia tale limite sembra essere costituito dalla zona compresa tra Svezia meridionale, Polonia, Bielorussia, Carpazi Sud-orientali e Balcani Nord-Occidentali.

Le sottospecie centro-europee sono prevalentemente stanziali, anche se europoea può compiere movimenti entro i 500 km. di raggio. Al contrario pyrrhula è migratrice parziale con movimenti confermati in gran parte d’Europa, anche di carattere invasivo. Le motivazioni di tali movimenti invasivi non sono conosciute, anche se si pensa che possano essere correlate a carenza di cibo nelle consuete aree di nidificazione dovuta a scarso successo della produzione agricola o a stagioni riproduttive con esiti particolarmente positivi (Cramp, 1977-1994).

In Europa, fra l’autunno e l’inverno 2004-2005, si è assistito a una di queste invasioni, che in gran parte delle aree interessate è risultata una delle più intense mai registrate.

Tale fenomeno ha destato un notevole interesse nella comunità ornitologica internazionale e dal 2004 si è iniziato a leggere su forum, mailing-list e siti specializzati di particolari Ciuffolotti di taglia superiore alla media e dai colori più brillanti che emettevano un particolare richiamo “a trombetta”, da qui il soprannome di “Ciuffolotto trombettiere”. A parte questo soprannome simpatico, il richiamo di questi uccelli ha aperto numerosi interrogativi sulla loro provenienza.

In Italia, prima di questa invasione, esistevano scarsi dati di presenza relativi alla semplice sottospecie nominale (conosciuta come Ciuffolotto maggiore) e quel che è più interessante la presenza dei “Ciuffolotti trombettieri” è stata rilevata diffusamente anche durante l’inverno successivo; è in questo periodo che i primi individui sono stati notati anche in Piemonte, seppur con contingenti piuttosto scarsi (o più probabilmente scarsamente notati).

Identificazione della sottospecie nominale

Pennington & Meek (2006) riassumono i caratteri per distinguere le sottospecie pileata (tipica delle isole britanniche) dalla nominale sulla base di caratteri morfologici e dalla voce. Gli stessi autori asseriscono che i primi non sono sempre apprezzabili sul campo e soprattutto esistono molti individui intermedi tra le due sottospecie, quindi non è possibile fornire un elenco sufficiente di caratteristiche per determinare con certezza l’appartenenza all’una o all’altra; inoltre europoea (che è quella presente in Italia) è un grado intermedio fra le due sopraccitate ed è quindi ancora più difficoltoso riconoscerla con certezza. Tuttavia di seguito vengono elencate le principali differenze che normalmente sono individuabili fra le due sottospecie (si noti che europoea è di norma molto simile a pileata e quindi le differenze qui di seguito elencate possono essere con buona approssimazione ritenute valide anche per questa). Un discorso diverso è da fare per la voce:

Taglia: pyrrhula è un uccello piuttosto massiccio, circa il 40% più pesante di pileata/europoea e con ali e coda complessivamente più lunghe del 15-20%. Non sempre è possibile stabilirlo sul campo, se non tramite confronto diretto. Becco anche più massiccio. Si noti che attraverso le misure biometriche gli animali catturati sono comunque ascrivibili all’una o all’altra sottospecie con certezza.

Colorazione del maschio: in pyrrhula rosa-aranciato del petto e grigio delle scapolari piuttosto luminoso e ben definito, meno sporco rispetto a pileata/europoea. Tuttavia condizioni di luce e posizione dell’animale possono trarre in inganno.

Colorazione della femmina: più distinguibile rispetto al maschio. Phyrrhula presenta scarso contrasto tra parti superiori e parti inferiori che risultano brune con tonalità grigiastre, addirittura con sfumature lavanda. Pileata/europoea presenta invece parti superiori tendenti al grigio e parti inferiori beige.

Barre alari: phyrrhula ha normalmente barre alari bianche più spesse (fino a 1 cm) rispetto a pileata/europoea, ma anche questo carattere è piuttosto variabile da individuo a individuo.

Bianco sulle primarie e sulla coda: phyrrhula presenta normalmente bordi esterni delle primarie chiari e alcune aree bianche sulla coda. In realtà ciò non è sempre vero e può essere presentato anche da pileata/europoea. La maggiore estensione del bianco del sottocoda e del groppone (caratteristica notata da diversi osservatori) in pyrrhula non sembra avere degli effettivi riscontri provati.


Ciuffolotto maschio fotografato in Svezia a febbraio attribuibile a Pyrrhula pyrrhula pyrrhula Si noti il colore più intenso del rosso delle parti inferiori e la presenza di barra alare bianca evidente foto: Lasse Olsson

Voce: la caratteristica di maggiore interesse per distinguere la sottospecie pyrrhula dalla pileata/europoea sembra essere il richiamo di contatto “a trombetta” che ha acceso il dibattito in tutta Europa. Tuttavia anche questo carattere non sembra essere del tutto soddisfacente, infatti non tutta la popolazione di pyrrhula emette il caratteristico richiamo, ciò è dimostrato dal fatto che molti osservatori scandinavi ed est-europei (abituati a sentire quest’ultima sottospecie nei luoghi di nidificazione) non conoscevano questo richiamo, che però era già stato udito in Europa in concomitanza con altre invasioni di Ciuffolotto (ad es. a Falsterbo, Finlandia, Paesi Baltici e occasionalmente Inghilterra e Olanda). Si è anche ipotizzato che parte della popolazione nordica emetta entrambi i richiami, anche se ciò non è mai stato dimostrato. Il “giallo” è stato risolto quando alcuni osservatori hanno messo in rete registrazioni fatte in periodo riproduttivo in una zona compresa fra la Finlandia sud-orientale e la Russia europea nord-orientale (Repubblica di Komi), dove il Ciuffolotto sembra emettere solo il richiamo di contatto in questione. E’ stata così spiegata l’origine dei Ciuffolotti che hanno invaso l’Europa durante l’inverno 2004-2005 (e che si sono guadagnati l’appellativo di Ciuffolotti di Komi). Tuttavia rimangono aperti numerosi altri interrogativi: negli anni delle precedenti invasioni, in cui il Ciuffolotto di Komi è stato contattato durante la migrazione autunnale nei Paesi baltici, dove ha svernato successivamente (dal momento che mancano osservazioni in Europa)? Perché solo in una ristretta porzione centrale dell’areale di pyrrhula esistono questi fantomatici Ciuffolotti “trombettieri”, che sono stati in grado di invadere “in forze” l’Europa? Tali interrogativi potranno essere spiegati solo con ulteriori indagini nei quartieri riproduttivi della specie.

Link richiamo: http://www.britishbirds.co.uk/sounds/trumpetwallentinus.mp3

L’invasione del 2004-2005 in Europa e in Italia

Sono ancora Pennington & Meek (2006) a fornire un quadro piuttosto esauriente dei movimenti record del Ciuffolotto maggiore in Europa nell’inverno 2004/2005. I primi segnali dell’invasione imminente si sono registrati in Finlandia e Svezia, dove i primi Ciuffolotti sono stati osservati a metà settembre 2004. L’influsso è proseguito poi con numeri record nell’ultima decade del mese, con due picchi separati fra la prima e la terza decade di ottobre. Anche in Norvegia si sono registrate concentrazioni senza precedenti, mentre nei Paesi baltici i conteggi sono risultati nella media degli anni precedenti, anche se sono stati osservati numerosi ciuffolotti che emettevano il richiamo “a trombetta”, così come negli altri Paesi interessati dall’invasione. Le coste del Mare del Nord e del Mar Baltico meridionale (dalla Francia alla Polonia), così come le isole Shetland sono state raggiunte in media a metà-fine ottobre. Fra novembre e dicembre gran parte dell’Europa continentale è stata interessata dal fenomeno, dalla Francia meridionale alla Bulgaria. In Svizzera sono stati raccolti più di 200 dati sulla presenza della sottospecie nominale, con picco di presenze registrato in dicembre. Le ultime osservazioni si sono registrate fra fine marzo e aprile.

Per l’Italia gli autori sopraccitati riportano un solo dato relativo ad alcuni individui presso Vicenza il 18.12.2004, G. Fracasso), denotando il notevole interesse della segnalazione perché a Sud delle Alpi. In realtà da quella data le osservazioni apparse su EBN Italia e parzialmente raccolte nell’Annuario 2005 (Ruggieri, 2005) sono risultate molto più numerose, provenienti in gran parte da Trentino Alto-Adige e Friuli-Venezia-Giulia, dove si sono fatte registrare anche le massime concentrazioni (40 ind. circa, 28.01.2005, Lago di Pietrarossa (GO), I. Zanutto in EBN Italia).

Per l’Italia Nord-Occidentale l’unico dato pervenuto è relativo a 19 ind. presso Livigno (SO) il 1.02.2005 (M. Azzolini in EBN Italia). L’ultima osservazione dell’inverno 2004-2005 è stata fatta il 10.03.2005 sull’Altopiano del Renon (BZ) (S.Castelli, M. Azzolini, M. Viscotto in EBN Italia).

Da notare come la presenza dei Ciuffolotti maggiori sul territorio sia stata certamente sottostimata a causa della scarsissima conoscenza della sottospecie in Italia e alla ridotta presenza degli osservatori sul territorio. Emblematico il caso dell’Altopiano del Renon (BZ), sito di numerose osservazione del Ciuffolotto maggiore, perchè “fulcro” italiano dell’invasione di Beccofrusone Bombycilla garrulus e conseguentemente, meta di numerosissimi Birdwatchers.


Distribuzione delle osservazioni di Ciuffolotto maggiore Pyrrhula pyrrhula pyrrhula in provincia di Torino
(Inverno 2005-2006; fonte To_bw)

Il Ciuffolotto maggiore in Italia nell’inverno 2005-2006 e prime osservazioni in Provincia di Torino

Se nell’inverno 2004-2005 si è assistito a un’invasione senza uguali di Ciuffolotto maggiore in Europa, largamente documentata, anche nel 2005-2006 si è assistito a qualcosa di simile in quanto Danimarca, Olanda, Francia, Svizzera e Italia sono state nuovamente interessate da movimenti invasivi di Ciuffolotto, anche se tali movimenti sembrano aver seguito una dinamica differente rispetto all’inverno precedente, infatti la Penisola scandinava non è stata quasi interessata dall’invasione, così come le Isole britanniche (Fox, 2006).

Per quanta riguarda l’Italia la specie è stata segnalata sulla mailing-list EBN Italia più di 20 volte e alcuni dati sono stati pubblicati in Ruggieri (2005). E’ comunque probabile che gli individui segnalati rappresentino solo una parte di quelli effettivamente osservati (e naturalmente di quelli effettivamente presenti). Come per l’anno precedente le osservazioni si sono concentrate nell’Italia Nord-orientale, con poche osservazioni anche in Lombardia ed Emilia-Romagna. Il periodo di presenza della sottospecie è andato dal 30.10.2005 (1 ind., M.te Ermada (TS), P. Tout., G. Felcher in EBN Italia) al 26.03.2006 (2 ind., Lago di Doberdò (GO), Astore FVG in EBN Italia).

Nel novembre 2005 il Ciuffolotto maggiore ha fatto la sua comparsa anche in provincia di Torino, per la prima volta in Piemonte (cfr. Boano & Pulcher, 2003). In totale sulla mailing-list Torino_bw sono pervenute 11 segnalazione della sottospecie (si veda la tab.1), riferibili a 3 aree geografiche (alto Canavese-Eporediese, cintura di Torino, collina morenica di Rivoli-Avigliana) (Si veda la fig.1). Tutte le località nelle quali la sottospecie è stata contattata si concentrano in pianura o bassa collina, anche se la maggioranza delle osservazioni (8/11) proviene dalla collina morenica di Rivoli-Avigliana, zona con modesti rilievi boscati inframmezzati ad aree cotivate. I dati disponibili indicano un periodo di presenza compreso fra il 17.11.2005 (6-7 ind., Lago di Viverone, D.Di Noia; 1 ind., Lago di Candia, D.Di Noia in To_Bw) al 26.02.2006 (1 ind., Collina morenica di Villarbasse, G.Assandri & M. Marina). Le massime concentrazioni sono state osservate al Lago di Viverone il 17.11.2005 (6/7 ind., D.Di Noia in To_Bw) e il 30.12.2005 presso il Lago Piccolo di Avigliana (6 ind., Ivan Ellena in To_Bw). Tutte le altre osservazioni sono relative a 1-3 ind. La specie è sempre stata osservata isolata o in gruppi monospecifici e mai in compagnia della sottospecie europoea, come accaduto in altre parti d’Europa, anche se la presenza di tale sottospecie è stata riscontrata, seppur con contingenti esigui, in concomitanza con la sottospecie nominale, ad esempio sulla collina di Rivoli-Avigliana, (G. Assandri, oss. pers.).

Nello stesso periodo anche nel Cuneese sono state registrate alcune osservazioni fra l’11.12.2005 e il 31.01.2006, tutte relative a 1-2 ind. e concentrate nelle vallate alpine (Stura e Varaita) o presso gli sbocchi vallivi (Torrente Gesso presso Boves) (Beraudo, 2006a-b).

Bibliografia

– Beraudo, P. (2006a) – Cuneobirding. Annuario 2005. http://www.cuneobirding.it/file/annuari.htm
– Beraudo, P. (2006b) – Cuneobirding.
Avvistamenti 2006: gennaio.
http://www.cuneobirding.it/file/avvista/012006.htm
– Boano, G. & Pulcher, C. (2003) – Check-list degli Uccelli di Piemonte e Val d’Aosta aggiornata al dicembre 2000. – Boll. Mus. reg. Sci. nat. Torino 20-1:177-230
– Clement, P. et al. (1993) – Finches and Sparrows. Cristhopher Helm, London
– Cramp, S. et al. (1977-1994)– Bird of the Western Paleartic. Voll. 1-9. Oxford University Press, Oxford
– Fox, T. (2006) – Notes: Calls of “Northern Bullfinches”. British Birds 99: 365-371.
– Ruggieri, L. (2006) (red.) – Annuario EBN Italia 2005. Edizioni EBN Italia.
– Pennington, M. & Meek, E.R. (2006) – The “Northern Bullfinch” invasion of autumn 2004. British Birds 99: 2-24

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